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RETROSCENA

una piattaforma digitale per lo spettacolo trentino

La badante

Stagione Comune di Pergine

Giovedì 10 dicembre 2020 ore 20.45

Testo e regia Pino Costalunga
Con Pino Costalunga e Mariangela Diana
Produzione Fondazione Aida, ATTI – Associazione Teatrale Trentina Interculturale e Provincia Autonoma di Trentoi
produzione Agidi srl


Trento (ma potrebbe essere una qualsiasi città italiana).
In scena : un vecchio attore di teatro in sedia a rotelle e una badante che non viene dall’Est, ma viene “dall’ovest, anzi dal sud-ovest” come dice lei in una battuta dello spettacolo, intendendo Modena (ma potrebbe essere qualsiasi altra città italiana).
Ognuno porta dentro di sé una storia, fatta di momenti felici, ma anche di rimpianti e di risentimenti e queste due storie, come è inevitabile, a volte si incontrano e a volte si scontrano, tirando fuori i pensieri e i desideri di ognuno dei protagonisti, anche i più nascosti, creando alle volte intesa, ma più spesso incomprensione, se non aspra contrapposizione.
Lei, Teresa, con la forza di vivere e la gioia tipica di una donna giovane , ma che si sente persa in un mondo che non capisce, non riconosce come suo e che fatica ad accettare, dove capacità di competere e di adattamento, anche a situazioni difficilmente accettabili, sono le qualità più richieste, per cui vive di incertezze e di paure, ma prova pure risentimenti difficilmente celabili, come quello verso tutte quelle donne che vengono in Italia da paesi stranieri per fare questo lavoro.
Lui, Giuseppe, con una storia non del tutto chiara alle spalle, fatta di luci – poche – e ombre – moltissime -, ma che si svela a poco a poco nel procedere dello spettacolo, come spesso succede in teatro, luogo in cui lui, attore, ha lavorato per una vita intera.
E ogni tanto può succedere che il tutto non funzioni, come pure alle volte capita a teatro, o che funzioni talmente a meraviglia, che sembra non funzionare.
Troppo sibillino? No: alla fine tutto sarà chiaro, chiarissimo e ...finalmente si potrà fare una bella risata liberatoria.
... Ma bisogna aspettare la fine della storia, come in qualsiasi Giallo che si rispetti.

 

 
                                                          

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