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Macbeth, le cose nascoste

Stagione Teatro di Pergine

Sabato 28 marzo 2020 - ore 20.45 - ANNULLATO!!



di Angela Dematté e Carmelo Rifici
tratto dall’opera di William Shakespeare
dramaturg Simona Gonella
progetto e regia Carmelo Rifici
con (in ordine alfabetico) Alessandro Bandini, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Leda Kreider, Christian La Rosa, Maria Pilar Pérez Aspa, Elena Rivoltini
produzione LAC Lugano Arte e Cultura
in coproduzione con Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Centro Teatrale Santacristina

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équipe scientifica Dottore Psicoanalista Giuseppe Lombardi e Luciana Vigato, esperta di comunicazione non verbale e stili relazionali
scene Paolo Di Benedetto
costumi Margherita Baldoni
musiche Zeno Gabaglio
disegno luci Gianni Staropoli
video Piritta Martikainen
assistente alla regia Ugo Fiore
scene realizzate dal Laboratorio di Scenografia “Bruno Colombo e Leonardo Ricchelli” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
costumi realizzati presso il Laboratorio di Sartoria del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
corone Alessandro De Marchi
sponsor di produzione e coproduzione Clinica Luganese Moncucco

 

 

Si ringraziano Giuseppe Lombardi e Igor Horvat per la partecipazione in video, Alessio Maria Romano per la cura dei movimenti di scena, e lo staff tecnico del LAC. Un ringraziamento speciale a Chiarastella Serravalle e all’Associazione Culturale Arte-Mide (Venezia) per le immagini video della maestra merlettaia Emma Vidal.

Macbeth, le cose nascoste prosegue l’indagine sulla riscrittura dei classici che Rifici ha iniziato con Ifigenia, liberata, e la fa questa volta avvalendosi della consulenza di due psicoanalisti di scuola junghiana. Uno spettacolo che nasce da un viaggio nell’anima degli attori alla ricerca dei loro lati nascosti, che indaga gli archetipi dell’inconscio di tutti noi, in cui Rifici cerca uno spazio di condivisione tra attori e spettatori. Dall’esplorazione del rapporto psicanalista/paziente/oggetto scaturisce una rinnovata lettura del testo e del lavoro con gli attori. Allo stesso modo aleggia l’intuizione che, oggi più che mai, sia necessario rimettere nuovamente in relazione il pubblico con le proprie pulsioni e con le paure e i desideri nascosti, che sono alla base non solo del Macbeth ma di tutta la letteratura che parla delle profondità dell’animo umano.

 

 
                                                          

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