Il suono della caduta

Da vicino nessuno è normale

Domenica 28 settembre 2014 - ore 20.45

produzione Accademia Arte della Diversità, Teatro la Ribalta & Lebenshilfe
regia e scene 
Antonio Viganò

coreografia Julie Anne Stanzak
direzione tecnica Enrico Peco
coproduzione BolzanoDanza 2013

È uno spettacolo lirico, originale, profondo e tremendamente emozionante, perché sa abbinare magistralmente teatro e danza nel raccontare la storia di angeli che, per la loro stessa essenza, non riescono a vivere i sentimenti. Partendo dalle riflessioni letterarie di Rilke, Handke, Wenders, Buñuel, Tabucchi e Garcia Marquez, gli artisti faranno riflettere il pubblico su un unico, grande interrogativo: "Qual è il suono della caduta dal paradiso della normalità?" Sul palco si alterneranno molti attori che, con la propria fisicità, metteranno in scena la difficoltà degli angeli di incarnarsi nel corpo degli uomini: Michele Fiocchi, Alex Holtz, Anna Trauning, Matthias Dallinger, Maria Magdolna Johannes, Thomas Godina, Rodrigo Scaggiante, Alessio Zappia, Gisela Oberegger, Melanie Goldner, Silvana Saudino, Martina Marcon e Mattia Peretto. Scene e costumi di Tessa Battisti. Lo spettacolo è realizzato nell'ambito del progetto FSE "Laboratorio professionalizzante per le arti e i mestieri della scena", una produzione Accademia Arte della Diversità, Teatro la Ribalta & Lebenshilfe che ha già riscosso un grande successo all'interno dell'ultima edizione di Bolzano Danza.

Gli angeli intuiscono ciò che gli uomini chiamano i “sentimenti”, ma a rigore non possono viverli. Sono profondamente “amorevoli” i nostri angeli, sono buoni e non è dato loro modo di essere altrimenti, perché non possono neanche concepire l’alterità: la paura, ad esempio, o la gelosia, l’invidia, né l’odio. Conoscono i modi con cui vengono espressi, ma non i sentimenti stessi. Questo tema ci appassiona e ci consente di interrogarci sul valore della vita, quella che ha il peso della gravità, del dolore fisico, della ferita che sanguina, della caducità e dell’amore. Quella che si può trasformare, quella che sogni ma non puoi realizzare, quella dell’ingiustizia e della mano del giudice. Abbiamo maestri illustri che ci hanno guidato: Rilke, con le sue “Elegie Duinesi”, Peter Handke e Wim Wenders con “Il cielo sopra Berlino” oppure “L’angelo sterminatore” di Buñuel e i “Semidei” di James Stephens. Tabucchi e Garcia Marquez, ognuno con il suo stile, ci hanno raccontato dell’angelo caduto sulla terra, nel pollaio o nella rete per la cattura degli uccelli.

Ma qual’è il suono di questa caduta?

 

 
                                                          

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo cookie tecnici per archiviare informazioni che verranno riutilizzate alla successiva visita del sito. Può conoscere i dettagli cliccando su "Informativa". Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito. Per maggiori informazioni clicca qui.

  Accetta e prosegui.